Addestramento puledri e giovani cavalli

Quanto è importante per un bambino iniziare la carriera scolastica con un buon insegnante, in una buona scuola? È possibile appassionarsi allo studio seguiti da un maestro poco preparato o irascibile?

Per un puledro incontrare un professionista serio è fondamentale:

  • quello che impara nei primi mesi di lavoro in fianco all’uomo gli resterà dentro per tutta la vita.
  • Il rapporto sereno con le persone e la giusta progressione nell’apprendimento danno al giovane cavallo quella fiducia in se stesso che ne farà un soggetto equilibrato e coraggioso. Ogni cavallo, così, darà sempre il massimo di quello che potrà.

Nella scuderia del centro Ippico La Coccarda lavorano ed imparano ogni anno venti/trenta tra puledri e giovani cavalli. Un professionista dirige e coordina quotidianamente il lavoro, con programmi studiati per ogni singolo soggetto.
I collaboratori sono scelti e seguiti con cura, ed il puledro impara ad affiancarsi all’uomo serenamente dal box, alla scuderia, al maneggio.
I cavalli che iniziano così saranno dei buoni cavalli, facili e “cavalcabili” per tutta la loro carriera.

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IL METODO ETOLOGICO DI CLAUDIO BONATI

Occorre lavorare con metodo, per portare avanti il lavoro di tanti puledri ed avere risultati costantemente buoni.
Tutti gli “uomini di cavalli” hanno sviluppato un proprio metodo, grazie all’esperienza ed allo studio.
Monty Roberts, Pat Parelli, Michel Robert … probabilmente non esiste un “metodo rivoluzionario”, ma semplicemente studio del comportamento ed esperienza
E la disponibilità a riconoscere che ognuno ti può insegnare qualcosa.
Claudio Bonati ha organizzato il suo lavoro seguendo regole di etologia, studiando ed applicando quanto ha potuto imparare da altri, e sempre rifacendosi all’equitazione classica.

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Lavoro a mano

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Lavoro a mano

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Lavoro a mano

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Lavoro a una lunghina

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Lavoro a una lunghina

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Lavoro a redini lunghe

Con il lavoro a mano si insegna al puledro qual’è il suo posto: vicino all’uomo, senza invadenza, rispettando le regole. Deve rallentare quando l’uomo rallenta, fermarsi quando l’uomo si ferma, stare fermo e tranquillo se occorre stare fermi. Con il lavoro a mano il puledro impara a seguire l’uomo anche su terreni difficili: la pedana del van, una pozzanghera, un passaggio stretto…

Per il puledro è la base della conoscenza di sé, del proprio corpo, delle proprie capacità, del proprio equilibrio…
Attraverso un codice di comunicazione con l’uomo, impara

  • ad eseguire le transizioni (capacità che gli servirà per tutta la vita), dalle più semplici alle più complesse, come ad esempio “galoppo – alt”
  • a lavorare in equilibrio
  • a mantenere il controllo delle sue emozioni e a non “scappare” dai problemi
  • a fare i primi salti senza trasportare peso.

 È il lavoro finale, conclusivo della prima parte di addestramento. È molto efficace. Fa effettuare al cavallo i cambi di mano in movimento (e senza peso sulla schiena). Da la possibilità di agire sulla bocca senza peso sulla schiena.